| DEMOCRAZIA, DIRITTI UMANI, LOTTA ALLE PANDEMIE IN AFRICA CASE STUDIES |
| Martedì 20 Maggio 2008 00:00 | ||||||
Pagina 1 di 4 Martedì 20 maggio, ore 11 AULA 7, Facoltà di Scienze Politiche, via Luigi Rodinò 22 “Sapevamo che quello che sta succedendo sarebbe successo; avevamo avvisato la comunità internazionale in tempo. Ma sfortunatamente, non abbiamo preso nessuna decisione in tempo e di conseguenza, alcune persone sono morte, alcuni governi – almeno uno – sono caduti e altra gente rischia di morire” . Questa è la confessione di Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO, resa il 29 aprile scorso nel corso di un vertice tra i più alti rappresentanti degli organismi Onu per la crisi alimentare mondiale a Berna, ripresa qualche giorno dopo dal Presidente del Senegal Wade, che ha violentemente accusato la stessa FAO di essere “un pozzo di denaro in gran parte speso per poche operazioni poco efficaci sul terreno" . In realtà cosa sta succedendo? A livello mondiale, il cibo è sempre più caro e milioni di abitanti dei paesi in via di sviluppo rischiano la miseria. E’ stato stimato che più di 100 milioni di persone sono prossime a patire una grande povertà per un silenzioso tsunami, che negli ultimi anni, nonostante una produzione in continuo aumento, ha fatto lievitare i prezzi degli alimenti di base in maniera esponenziale. A titolo di esempio, in Senegal 1 kg di riso costa attualmente circa 1 euro: a marzo del 2007, la medesima quantità poteva essere acquistata con 22 centesimi. Le conseguenze di questa situazione sono avvertite soprattutto nei paesi asiatici, africani e latinoamericani, le cui popolazioni faticano enormemente a garantire il proprio sostentamento.
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